lunes, 5 de marzo de 2012

l'uomo dell'isola - di Aldo Scaglia



Ci sono impronte che si cancellano rapidamente
Come quelle sulla sabbia del mare o nella fanghiglia
Sono impronte vane, facilmente rimuovibili
L'avidità degli elementi le sorprende le inghiotte per sempre

Altre impronte si susseguono continuamente
Percorrono il binario dell'estinzione fino a sera
Su certe altre sembra essere vorticata l'ilarità
Come una coreografia di valzer della gioventù

Le impronte sembrano fuggire dal nostro cuore
Dal suolo della nostra variabile coscienza
Sono romantiche o malinconiche a volte misteriose
A volte le tracciamo senza neanche farci caso...

Ma ci sono impronte custodite dalla memoria
Come quelle lasciate sul cemento poi indurito
Per esempio, quelle di un grande amore impossibile
Che ha riempito il sangue, l'ossigeno, delle nostre percezioni

Impronte di parole, di tradimenti, di crescita e di violenza
Quelle dei tuoi occhi troppo difficili da dimenticare
Della tua eleganza, bellezza, intelligenza, irraggiungibilità
Le impronte delle privazioni, delle sconfitte, delle vittorie...

Le impronte in realtà sono invisibili ma concrete
Attraversano il nostro spirito, nella sua profondità...
L'amore che abbiamo vissuto, non nutre certo il presente
Perché come una fioritura, va rinnovato, va ridimostrato

Il male che abbiamo ricevuto invece, può stagnare
Nelle lame del suo trauma, è difficile da estrarre...
Sono tutte impronte amica mia, nel bene nel male
Tutte impronte lasciate nel sentiero degli anni

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