sábado, 6 de abril de 2013

El inmigrante italiano en Argentina

Para este fin de semana, hemos querido traerles un texto de la Prof.ssa Eda Cardinali, Membro del Consiglio Direttivo del Istituto Istorico Italiano di Mar del Plata. Un interesante texto en italiano sobre el inmigrante italiano en Argentina. Recuerden que nos pueden visitar virtualmente a nuestro sitio web, así como enviar sus aportes y comentarios para estos correos semanales, a nuestro correo electrónico ó en la sección de contacto www.sociedaditalianabb.com.ar

 Att: FERNANDO DI CUOLLO -- SECRETARIO SISMBB
CARLOS OLIVO MARCHEGIANI -- PRESIDENTE SISMBB

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Il 3 giugno 1770 nacque a Buenos Aires Manuel Belgrano, figlio di immigranti italiani liguri ed è per questo che si sceglie questa data perche commemora la sua nascita e che per decreto del Governo mmigranti italiani liguri ed è per questo che si sceglie questa data perche commemora la sua nascita e che per decreto del Governo (argentino emanato nell’anno 1996 si istituisce questo giorno in tutta la Repubblica Argentina come: 

IL GIORNO DELL’IMMIGRANTE ITALIANO 

Volevo anche accennare che il 25 maggio 1810 l’Argentina si da il suo primo governo patrio e il 16 luglio 1816 dichiara la sua indipendenza e così sono derogate le leggi restrittive della venuta di stranieri , sarebbe lunghissimo di qualificare i motivi per cui si decidono a farlo forse per motivi politici sfuggendo alle persecuzioni consecutive al fallimento dei moti rivoluzionari della penisola italica....ecc.ecc. 
Nel 1853 con la sanzione della Costituzione che ancora regge il paese comincia un’ immigrazione di massa che diventa alluvionale dopo la sanzione nel 1876 della saggia legge di colonizzazione ed agricoltura. 
Si riconoscono tre periodi di immigrazione il primo è il più importante dal 70’ al 1915, ingresso massivo di piccoli proprietari agricoli e braccianti che rappresentavano le ¾ parti della corrente migratoria mentre che il ¼ restante era composto da artigiani, commercianti, professionali e artisti. Procedevano dall’arco alpino e verso la fine dalle regioni centrali e meridionali.
Altro periodo importantissimo (1947-1954) cioè il terzo è coincidente con la grande crescita economica argentina, generalmente procedevano gli immigranti dal mezzogiorno cioè il Sud d’Italia e nel dopo guerra, tutti questi italiani erano chiamati da parenti e paesanei ed entrarono all’incirca 500.000 italiani....!!!! 
Voglio non prolungare queste mie opinioni pero voglio citare uno studioso del fenomeno migratorio italiano Gianfausto Rosoli, .. “.nella formazione e nella crescita della Nazione Argentina il contributo italiano è stato vario e complesso e non ha riguardo soltanto all’apporto di braccia, ma anche quello di intelligenza e di know how, (creativà) otre che di capitale, il contributo italiano è stato determinante ed i vincoli che legano l’un Paese all’altro sono così complessi che non solo non è possibile reciderli, cioè troncarli ma inevitabilmente sospinti ad alimentarli ulteriormente .(L’emigrazione italiana in Argentina) 
Io come insegnante d’italiano volevo citare qualcosa di simpatica dinanzi la presenza di tanti italiani nel Rio de la Plata di allora e che non implicò una corrispondente diffusione della lingua di Dante: Gli immigranti nella stragrande maggioranza sono gente di scarsa cultura che usa il proprio dialetto nelle relazioni con i familiari ed i compaesani. Nelle relazioni generali anche con gli altri italiani si ricorre al cocoliche, il cui prototipo sembra un immigrante calabrese dal cognome Coccoliccio. Questo cocoliche consiste nell’uso di parole spagnole adattate, specialmente nella fonetica, e al mio parere l’italiano perde un po della sua gerarchia perche risulta che chi ascolta queste parole si beffa un po’ dell’italiano che nonostante sembra simpatico. Forse questo è il tema più simpatico per chi ricorda che nella propria famiglia c’erano queste parole “ mujer ” in cocoliche diventa “ mucchera ”e San Juan diventa “San Guanno”. E così sorge il lunfardo che non tende a vincere difficoltà idiomatiche ma a costituire un linguaggio proprio sconosciuto ai profani. 
Ricorre all’uopo a parole straniere usate analogicamente. Così “mangiare” che nei parlari italici implica l’introduzione di cibi nello stomaco, in lufardo implica l’introduzione di idee piu chiare nella mente mangi o non mangi ??? dice il lunfardo di questi benedetti italiani per significare capisci o non capisci?. Simpatico no???? 
Un grande abbraccio a tutti gli immigranti e ai loro discendenti 
Alcuni brani sono stati presi da uno scritto del Prof. Dionisio Petriella Prof.ssa Eda Cardinali 
Membro del Consiglio Direttivo Istituto Istorico Italiano di Mar del Plata

1 comentario:

  1. https://www.facebook.com/pages/Daniele-Filippin/522808421094711

    Daniel Filippin, el primer hombre en el mundo que ha hecho un estudio detallado sobre la evolución demográfica en Argentina, analizando en detalle cada región y provincia, desde la época colonial hasta el presente.

    hermoso !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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